Sicurezza Milano: dopo Capodanno Lamorgese promette più uomini

2' di lettura 13/01/2022 - "Ribadisco che quelli di Milano sono fatti gravissimi ed inaccettabili e assicuro che le Forze di polizia profonderanno il massimo impegno per garantire la sicurezza delle nostre città e per evitare che possano ripetersi analoghi comportamenti, anche tramite un eventuale adeguamento dell'organico ivi presente". Promette un aumento degli uomini a Milano il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese dopo le violenze sessuali di Capodanno.

L'occasione è stata la risposta a un'interrogazione della senatrice bergamasca della Lega Daisy Pirovano, tra l'altro sindaco di Misano di Gero d'Adda. "Sappiamo ovviamente che la violenza contro le donne è un problema che riguarda tutte le società, ma va posta l'attenzione sulla pervasività di talune culture che hanno nel tempo radicalizzato una visione della donna fortemente discriminatoria, posta in condizione di subalternità e in netto contrasto con i principi della nostra Costituzione che si fondono sulla cultura democratica che da millenni appartiene all'Occidente", ha detto Pirovano.

Lamorgese da parte sua ha espresso "solidarietà alle vittime di tali gravissime aggressioni" e ha riepilogato lo stato delle indagini, confermando che per "il più grave degli episodi", la presenza sul posto di agenti ha consentito "di intervenire tempestivamente, mettendo in fuga gli aggressori". La titolare del Viminale ha confermato che le indagini della squadra mobile di Milano, che ha portato a due fermi per violenza sessuale, si è avvalsa di "fonti aperte e social network"; le perquisizioni domiciliari e personali sono state eseguite a Milano, Torino e Bergamo "nei confronti di 18 soggetti, di cui tre minorenni, sia di nazionalità italiana che straniera".

Lamorgese, riguardo l'allarme sociale della senatrice leghista per le violenze di gruppo, condivide "la necessità, rappresentata dall'onorevole interrogante, di una profonda azione di intervento sociale in chiave educativa e preventiva. La risposta dello Stato e delle istituzioni non può limitarsi, infatti, alla sola, pur essenziale, componente repressiva. L'obiettivo è quello di evitare qualunque forma di ghettizzazione che faccia da collante al risentimento e all'odio sociale e che finisca con il risultare antitetica rispetto all'esigenza di un'effettiva integrazione comunitaria".

Pirovano ha accolto con "piacere" le parole del ministro, "ma ovviamente potrò dirmi soddisfatta quando vedrò nei fatti che ci sarà un cambiamento radicale nella gestione del fenomeno migratorio. Maggiori saranno gli arrivi di massa più sarà difficile gestire l'integrazione. Lo dico anche da sindaco di un piccolo Comune dove gli immigrati non sono considerati stranieri, ma hanno un nome, un cognome, un volto; ma non si può continuare a lasciare tutto il peso dell'integrazione sulle scuole, soprattutto in questo periodo in cui i giovani hanno già tanti problemi dovuti alla pandemia, alla DAD e a quanto ne consegue". (fonte Dire)






Questo è un articolo pubblicato il 13-01-2022 alle 19:09 sul giornale del 14 gennaio 2022 - 108 letture

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