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Papa: appuntamento al 2012 per le famiglie

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Si terrà a Milano nel 2012 il prossimo Incontro Mondiale delle Famiglie. Lo ha annunciato Papa Ratzinger chiudendo in videoconferenza l\'Incontro Mondiale delle Famiglie di Città del Messico, davanti a un milione di fedeli.

PapaBenedetto XVI ha ringraziato pubblicamente il card. Dionigi Tettamanzi per aver \"amabilmente accettato questo impegno\" e ha reso noto anche il tema del mega-raduno di Milano: \"La famiglia, il lavoro e la festa\". L’arcivescovo di Milano ha ringraziato il Pontefice di aver scelto la sua arcidiocesi: \"La decisione di Papa Benedetto XVI di svolgere a Milano nel 2012 il settimo Incontro mondiale delle famiglie mi riempie di grande gioia e insieme a tutta la Diocesi ambrosiana ringrazio di cuore il Santo Padre e prego il Signore per lui e con lui affinché i frutti del sesto Incontro mondiale delle famiglie, appena concluso a Città del Messico, arricchiscano tutte le Chiese locali, così che sempre più la famiglia possa essere ’formatrice ai valori umani e cristiani’. L’appuntamento che il Papa ha assegnato a Milano per il 2012 impegna tutta la Chiesa di Milano ad accrescere ancora di pi- l’attenzione pastorale verso la cellula fondamentale della società, in questo anno in cui, nella nostra Diocesi, giunge al suo culmine il triennio dedicato al tema della Famiglia\".


Nel messaggio conclusivo, in videoconferenza, il Papa ha ribadito che la “famiglia fondata sul matrimonio indissolubile di un uomo e una donna è il luogo in cui si manifestano i valori fondamentali di donazione e dialogo”, incoraggiando i coniugi ad essere ’testimoni’ di questo e ha chiesto provvedimenti a sostegno delle famiglie, spesso minate da un ’malinteso senso di libertà’. In passaggi precedenti Papa Ratzinger aveva indicato nella famiglia il ’serbatoio di energie morali e spirituali’, ’fondamento indispensabile per la società e i popoli’. Una parte del videomessaggio pontificio è stato dedicato ai figli, ’frutto dell’amore e della donazione dei genitori’ e al ruolo educativo dei genitori.


Sabato sera, durante la veglia liturgica Benedetto XVI era già intervenuto chiedendo che la famiglia non sia confusa ’con altre forme di convivenza’, abbia protezione ’giuridica, sociale’ e aiuti collegati al numero dei figli, le si riconosca inoltre libertà educativa: “Data la sua funzione sociale essenziale - ha riaffermato il Papa - la famiglia ha il diritto a essere riconosciuta nella sua propria identità e a non essere confusa con altre forme di convivenza, così come a poter contare su una adeguata protezione culturale, giuridica, sociale, sanitaria, e particolarmente a un appoggio che, tenendo conto del numero dei figli e delle risorse economiche disponibili, sia sufficiente a permettere la libertà di educazione e la scelta della scuola. I cattolici si organizzino per difendere l’identità della famiglia e difenderne i diritti, promuovano associazioni in tal senso e le diverse associazioni collaborino per essere più incisive”.


Le famiglie in prima persona, ha dunque detto Papa Benedetto XVI, sono chiamate a sviluppare una ’cultura e politica della famiglia’ e questa deve essere ’promossa in maniera organizzata dalle famiglie stesse’. Per questo papa Ratzinger invita i fedeli a “unirsi in associazioni che promuovano l’identità dei diritti della famiglia, secondo una visione antropologica coerente con il Vangelo”, invitando tali “associazioni a coordinarsi e collaborare affinché la loro attività sia più incisiva”. Tra gli ultimi interventi segnaliamo quello del Presidente dell’Associazione ‘Scienza&Vita’, dott.ssa Maria Luisa Di Pietro sull’educazione dei figli alla sessualità: “La castità non conduce né al disprezzo del corpo né alla svalutazione della vita sessuale, ma innalza il valore del corpo sessuato a livello del valore della persona. Questa disposizione o tendenza ad armonizzare le energie della sensualità e della affettività con il valore della persona viene definita ‘integrazione’ e presuppone la capacità di autopossedersi e di autodominarsi.


Una manifestazione di questa capacità di integrazione è la continenza ovvero l\'attitudine a controllare e orientare le pulsioni di carattere sessuale e le loro conseguenze… Essere continenti non significa, dunque, esercitare un ‘cieco’ con­trollo della concupiscenza e delle reazioni sensuali. Significa, piuttosto, agire alla luce della comprensione dei fini della sessualità: l\'apertura ai più profondi valori della femminilità e della mascolinità nel­la sponsalità e l\'autentica libertà del dono reci­proco delle persone. Solo in questo modo, la continenza aiuterà ad andare oltre il linguaggio delle parole e dei gesti per scoprire quel ‘linguag­gio ontologico’ che è la vera ricchezza della persona e che si manifesta attraverso il significato nuziale del corpo”.



Questo è un articolo pubblicato il 20-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 19 gennaio 2009 - 676 letture