Mancini (FDI): riscoprire il contratto di prossimità, no a Rdc e salario minimo

2' di lettura 21/09/2022 - "Noi siamo per un mercato del lavoro libero, equo e partecipativo. Questo non vuol dire l'introduzione di un salario minimo, perché il gap contrattuale si può contrastare con gli strumenti già presenti. Va incoraggiata la contrattazione aziendale e territoriale ed è necessario riscoprire il contratto di prossimità". A dirlo, nel corso del confronto, è stata Paola Mancini, candidata di Fratelli D'Italia.

"In Italia ci sono politiche attive pensate per interventi di emergenza che però sono inefficienti di fronte a un mercato del lavoro in continua evoluzione. È necessario che ci siano strumenti che sappiano accompagnare la persona. Il primo tassello è il lavoro sulla formazione: tirocini in scuole e università, alternanza scuola lavoro strutturata. Poi, serve formazione nel lavoro. È tempo di riconoscere una sorta di conto formazione. Un fondo per la persona da spendere per riqualificarsi, indipendentemente dal lavoro che si svolge", ha dichiarato.

Sul Reddito di cittadinanza, "avrebbe dovuto avere un senso nel contrasto alla povertà con il lavoro- ha detto- ma non possiamo accettare una misura che demotiva i lavoratori, che diventano inattivi, e che alimenta il mercato del lavoro nero. Dobbiamo tornare a premiare chi lavora e chi crea lavoro. Questo- ha proseguito- anche con una politica sui costi del lavoro, con una diminuzione dei a carico dell'impresa: chi più assume meno paga. Il premio al lavoro- ha ribadito- deve essere alternativo a qualsiasi misura di sostegno al reddito che sia solo assistenzialismo.
Oggi i salari sono inferiori rispetto ai Paesi europei. Va diminuito il cuneo fiscale".
Ancora sull'Rdc, "credo che la parte di truffa sia molto rilevante (5 miliardi). L'Rdc ha disincentivato il lavoro e incentivato il lavoro nero. Il giovane non intente attivarsi perché ha ricevuto l'Rdc: dobbiamo dargli una proposta diversa". Altro tema toccato è stato quello del lavoro agile: "La pandemai- ha dichiarato Mancini- ha portato un nuovo ordine nei processi aziendali. Questo nuovo assetto non deve essere ottusamente impedito perché è frutto della nuova organizzazione. Poi c'è il welfare aziendale, con l'impresa che diventa veicolo di welfare. La conciliazione fra vita e lavoro non può essere strutturata solo con strumenti retributivi e congedi ma amchecon strumenti che soddisfino le esigenze di cura, quindi non salario ma beni e servizi".

E sulla previdenza: "Deve avere un nuovo presupposto", ha detto Mancini. "Si dovrebbe impostare una riforma previdenziale che metta al centro i giovani perché stiamo crescendo una generazione senza garanzie future. Incentiviamo il welfare anche per dare risposta a un patto generazionale che con i nostri bassi livelli di natalità non regge più", ha concluso.






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 21-09-2022 alle 12:53 sul giornale del 22 settembre 2022 - 66 letture

In questo articolo si parla di politica, agenzia dire

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/dq8t