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Milano, taxi e licenze: continua il braccio di ferro fra Comune e Regione

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Continua il braccio di ferro, senza esclusioni di colpi, fra Comune di Milano e Regione Lombardia sulla questione taxi, licenze, e bandi. Il sindaco Beppe Sala vorrebbe vedere un incremento pari 1.000 taxi in più, ma punta l'indice contro la regole che vuole l'autorizzazione della Regione. Regione che rispedisce le accuse al mittente.

Un braccio di ferro inedito, intenso, senza esclusioni di colpi, a colpi di taxi, bandi, e licenze. Questo, è quanto sta accadendo in questi ultimi giorni. Protagonisti d'eccellenza, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e la Regione Lombardia. Ad arbitrare la lunga, infinita sfida, l'Associazione di categoria che, intanto, prosegue la sua battaglia a colpi di ricorsi amministrativi.

Sala punta a un incremento dei tassisti per le strade della città; il suo augurio è vedere circa 1.000 taxi in più, ricordando che l'ultimo incremento delle flotte taxi a Milano è stato 21 anni fa, nel 2003, per merito dell'ex primo cittadino, Gabriele Albertini. Lo stesso Sala si compiace del fatto che, all'ultimo bando aperto, abbiano risposto 700 aspiranti tassisti a fronte di 450 licenze da assegnare. Il grande rammarico? Essere costretti, a detta del primo cittadino milanese, a chiedere il nulla osta della Regione. Nonostante ciò, dentro Palazzo Marino si respira aria di ottimismo e si crede, senza ombra di dubbio, che entro la fine di quest'anno ci saranno all'incirca 450 nuovi taxi per le strade della città.

Queste, esattamente, le parole del sindaco di Milano sul suo profilo Instagram: “Abbiamo chiesto di avere 450 licenze in più nel 2020. Ci siamo un po’ fermati per il Covid ma stiamo aspettando da quattro anni. I taxi a Milano sono 4855 a cui vanno aggiunte le licenze per NCC. Le ultime licenze sono state emesse nel 2003, ma già durante il mio primo mandato ci siamo accorti che il servizio era insufficiente anche alla luce dell’esplosione del turismo post Expo. Noi applichiamo sconti per chi si dota di un taxi adatto a trasportare disabili o per chi per 5 anni dà disponibilità a lavorare di notte. Abbiamo aperto un bando per nuove licenze e riteniamo che entro la fine dell’anno potremo finalmente avere questi 450 messi. Il problema è il ricorso, anzi i ricorsi, al Tar. Tutto ciò ci divide dai taxisti stessi. Il problema non è solo di Milano ma anche di Roma".

Regione che, puntualmente, respinge al mittente ogni tipo di accusa, invitando il sindaco a riflettere sul fatto che esiste una legge nazionale che gli consentirebbe di procedere con l'apertura di nuovi bandi per concessione licenze taxi in modo autonomo. Concetto espresso, senza giri di parole, dall'assessore ai Trasporti della Regione Lombardia, Franco Lucente: “Il sindaco Sala ultimamente appare un po’ nervoso. Tira in ballo la Regione, quando lui stesso sa benissimo che esiste una legge nazionale che gli permette di aumentare il numero delle licenze taxi in totale autonomia, senza il parere vincolante di Regione. Il primo cittadino meneghino ha tutti gli strumenti per prendere decisioni importanti, a prescindere da altri enti. Abbia il coraggio di farlo”.

Come, quasi sempre, accade in tutte le grandi battaglie, s'infila il terzo incomodo. L'Associazione delle auto bianche attende il ricorso al Consiglio di Stato in quanto considera il valore economico delle licenze, 96.500 euro, un valore basso che ha portato a una svalutazione della loro professione e, conseguente, riduzione del lavoro. Ragion per cui, viene da chiedersi: di fronte a questa questione di non poco conto, qual è il nocciolo sostanziale che caratterizza, in sostanza, questo braccio di ferro politico fra Comune meneghino e Regione Lombardia? In caso di nuovo bando, con il parere vincolante della Regione, al Comune spetterebbe il 20 per cento del valore della licenza per i servizi alla città. Questo, naturalmente, se si seguisse la legge regionale. Con la legge nazionale, il 100 per cento andrebbe a finire nelle tasche dei tassisti, e il Comune non prenderebbe nulla.

Chi ha ragione, in fin dei conti? Sala? La Regione? I tassisti? La diatriba va avanti e un'intera categoria professionale attende alla finestra la fine definitiva dello scontro infinito.

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Questo è un articolo pubblicato il 17-05-2024 alle 14:47 sul giornale del 18 maggio 2024 - 22 letture






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