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comunicato stampa

Stephen Mbiydzenyuy: dalla povertà alla laurea con il SAD dei Cappuccini Missionari

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Stephen Mbiydzenyuy. Non un nome qualsiasi, ma una testimonianza concreta di come si può dare un futuro ai più poveri in Africa. Ora Stephen punta al PHD in strumenti commerciali digitali per contribuire alla ricostruzione del suo Paese. Tutto questo è stato possibile grazie al SAD gestito da Il Centro Missionario dei Cappuccini di Milano.

Si chiama SAD, acronimo di "sostegno a distanza", e dietro la freddezza della sigla ci sono vicende umane epiche. Quell’importo ‘benefico’ offerto a cadenza fissa, con la netta e impersonale precisione di un bonifico, per l’adozione di una giovane vita lontano da noi, in altri contenenti, che magari non visiteremo mai, in sperduti villaggi, in dimore povere e remote, si trasforma molto spesso nella gioia di una esistenza realizzata, di un destino ritrovato o salvato, in un miracolo di speranza esaudita.

E’ la storia di Stephen Mbiydzenyuy, camerunense di 24 anni, che grazie al SAD gestito dai Cappuccini missionari di Milano (Missioni estere onlus, piazzale Cimitero Maggiore 5), il 9 aprile 2024, nell’Università di Yaounde International Business School, si è laureato in Ingegneria Informatica con laurea breve, discutendo la tesi dal titolo "Designing and implementing a property leasing platform", con la promessa di continuare i suoi studi per ottenere il Master e, successivamente il Ph.D. “La mia tesi si è concentrata su come rendere il mercato immobiliare commercializzabile nel nostro attuale mondo digitale”, ha spiegato il giovane.

Cambiare il corso di una vita per cambiarle tutte”. Un meraviglioso fecondo effetto domino di buone intenzioni, dal SAD, garantito da un anonimo benefattore, fino alla rinata speranza di tutti in tutto il mondo in un futuro migliore per tutta l’umanità.

Ecco come si racconta Stephen Mbiydzenyuy: “Sono nato il 2 febbraio del 2000 nel villaggio di Jakiri nella Regione del Nordovest del Camerun. In famiglia siamo in 5, dei miei fratelli, io sono il più piccolo. Ho perso mio padre quando avevo solo 6 mesi e mia madre, da sola, con grande coraggio e forza di volontà, ha portato avanti la famiglia fino a oggi. La vita non è stata facile, ci sono stati giorni che non avevamo niente da mangiare, non potevamo frequentare la scuola perché non potevamo permetterci di pagare le rette dell’istituto. Il Sostegno a distanza ha totalmente cambiato la nostra sorte, siamo rientrati nel progetto sia io che mio fratello. Grazie a questo aiuto ho frequentato la scuola materna e la scuola primaria a Shisong. La mia voglia di studiare era tanta e così poi mi sono così iscritto al Collegio Cattolico San Francesco della città, dove nel 2016 ho ottenuto il certificato ordinario del GCE. Attraverso lo stesso Istituto ho proseguito gli studi superiori, ma il mio percorso scolastico è stato interrotto della guerra civile. Non avendo alternative sono rimasto a casa per due anni, sperando nella ripresa delle normali attività, ripresa che non è mai arrivata. Solo più tardi mi sono potuto trasferire a Buea per completare la scuola superiore, fra tante difficoltà, perché ho dovuto affittare una camera vicino la scuola per riuscire a frequentare le lezioni. Infine, ho ottenendo il certificato di livello avanzato di GCE dal collegio tecnico della città e ho frequentato l'università International Business School fino alla laurea. È stato un lungo viaggio che ancora non ho terminato, ma se ho potuto arrivare fino qui, è solo grazie all'aiuto ricevuto attraverso il sostegno a distanza. Grazie per avermi reso una persona felice. Ora voglio impegnarmi per aiutare altri studenti perché anche loro possano raggiungere gli stessi traguardi”.

Attraverso il sostegno a distanza – spiega l’attuale responsabile del centro missionario dei Cappuccini a Milano, in piazzale Cimitero Maggiore 5, Fra Giovanni Cropelli si permette a un bambino in difficoltà di crescere nel suo ambiente, rispettandone le radici e la cultura. Con il nostro aiuto un giorno sarà un adulto capace di migliorare la propria realtà invece che cercare di fuggire altrove. Gli importi che riceviamo vanno a famiglie nelle terre dove abbiamo i nostri missionari perché possano avere un’adeguata alimentazione, le necessarie cure mediche e l’accesso agli studi per i giovani. I nostri Missionari Cappuccini sono impegnati in prima persona in questa iniziativa: la loro presenza diretta sul territorio garantisce la trasparenza nell'impiego dell'aiuto economico ricevuto e la qualità del servizio offerti ai ragazzi, come dimostra anche la storia di Stephen. Dopo la pandemia però le donazioni sono diminuite”.

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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-05-2024 alle 10:35 sul giornale del 26 maggio 2024 - 10 letture






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