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Palazzo Marino: previsti tagli per 10 milioni e 200mila euro l'anno

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Tagli. L'incubo di ogni amministrazione comunale o ente pubblico che dir si voglia. Giorni cupi dentro Palazzo Marino: sono previsti, per chi ha usufruito di più soldi dal PNRR, maggiori tagli. In questo caso, si parla di circa 10 milioni e 200mila euro di tagli, pari a 51-52 milioni di euro in meno per i prossimi cinque anni.

Tagli, tagli, solo tagli”. Un incubo che, spesso, aleggia dentro gli enti pubblici, soprattutto dentro le mura delle Amministrazioni Comunali. Ultimamente, è l'incubo anche di Palazzo Marino. Il Comune di Milano, con le antenne dritte per capire cosa bolle in pentola dentro Palazzo Chigi, a Roma, teme per il futuro prossimo tagli significativi.

Tagli che andrebbero a colpire, in particolar modo, che ha beneficiato particolarmente dai fondi del PNRR - Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Meno soldi ci sono, maggior saranno le ripercussioni o conseguenze negative sulle opere realizzate, sulla loro gestione, e sul garantire un elevato standard di servizi pubblici. Un danno enorme per un'intera città, il suo Comune è, ovvio, per tutti i cittadini.

Ragionando in cifre, dati alla mano, per il Comune di Milano la “spending review” voluta dal Governo Meloni dovrebbe comportare tagli per circa 10 milioni e 200mila euro l'anno, pari a 51-52 milioni per i prossimi cinque anni. A mostrare tutto il suo malcontento è l'assessore al bilancio, Emmanuel Conte, che entrando nel merito di questa questione, tuona e dice a chiare lettere: “I Comuni come Milano sono penalizzati due volte. Primo, perché il governo invece di aiutare gli enti che a causa dell’inflazione hanno visto aumentare il costo dei servizi del 10 per cento, fa esattamente l’opposto. Secondo, perché si chiedono soldi a chi è stato più virtuoso e ha investito di più e meglio i fondi del PNRR. Il punto dolente sta proprio qui ossia su come è stato calcolato il taglio. Una metà è data dal rapporto tra spesa corrente e fabbisogni standard. L’altra metà è misurata in proporzione alle risorse del PNRR assegnate a ogni amministrazione alla fine del 2023, per cui chi ha più progetti finanziati dal Piano subisce tagli maggiori. Si chiedono più soldi ha chi fa di più, perché maggiori investimenti significano anche maggiori costi di gestione. Costi che pesano sulla spesa corrente”.

PNRR sì o PNNR no? Soldi sì, o meglio non averne più di tanto? A voler citare Amleto, per pochi secondi, “questo il problema”, almeno sotto la Madonnina meneghina. La classica situazione all'italiana dove se non ottieni nulla, sei nel baratro, se si ottiene troppo, si "paga dazio". Sull'asse Roma-Milano, al via una nuova telenovela economico-finanziaria tutta da seguire, prossimamente, sui nostri schermi.

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Questo è un articolo pubblicato il 28-05-2024 alle 10:20 sul giornale del 29 maggio 2024 - 10 letture






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